Inserito da: Buell_ToURINg | Ottobre 20, 2009

BUELL 30 ottobre 2009 termina produzione…

Arriva con un comunicato un po’ triste e pieno di emozione il messaggio di Erik Buell a tutti gli appassionati del marchio sportivo americano motorizzato Harley-Davidson. Buell chiude, cesserà la produzione entro il 30 ottobre 2009, e con l’ultima mandata ai cancelli finirà anche una storia lunga 26 anni durante la quale la fabbrica di East Troy, nel Wisconsin, ha prodotto 135.000 motociclette e diffuso un modo di intendere la sportività tecnologica a due ruote tutta a stelle e strisce.

La decisione arriva a seguito della rinnovata strategia a lungo termine di Harley-Davidson, proprietaria al 100% della Buell, di concentrare solo sul marchio H-D tutti gli sforzi e le risorse per sostenere la ripresa aziendale. Una rotta che ha determinato al tempo stesso la scelta, a poco più di un anno di distanza dall’acquisto, di vendere l’italiana MV Agusta, da poco riorganizzata e già rimessa sul mercato.

“Voglio personalmente ringraziare tutti i dipendenti, i dealers e i fornitori, attuali e passati, per tutti i loro sforzi – ha detto Jon Flickinger, Presidente della Buell Motorcycle Company -. Ci tengo inoltre a ringraziare tutti i possessori Buell per il loro supporto e la passione dimostrata nei confronti di questo brand”.

Flickinger ha anche dichiarato che presso le concessionarie ufficiali è ad oggi disponibile un numero limitato di nuove moto Buell e che la loro produzione cesserà entro il 30 ottobre 2009. Ha inoltre puntualizzato che Harley-Davidson continuerà a fornire i pezzi di ricambio e l’assistenza attraverso le sue concessionarie e che la garanzia della casa continuerà ad essere applicata come di consueto.

“Sarò sempre fiero dei traguardi che abbiamo raggiunto – ha dichiarato Erik Buell, Buell Chairman and Chief Technical Officer -. E’ la testimonianza di cosa un piccolo gruppo di veri appassionati possa fare. Con alcune eccezionali innovazioni, abbiamo prodotto alcune delle moto più guidabili di tutti i tempi. – Ed ha aggiunto: – Personalmente sto vedendo come potrò continuare a collaborare con Harley-Davidson per portare ai piloti dei prodotti tecnologicamente avanzati.”

“Ho avuto la grande fortuna di incontrare e conoscere tanti Buellisti in tutti questi anni: sono un gruppo interessante e divertente di liberi pensatori – ha detto Erik Buell -. Affrontate con orgoglio il vostro viaggio verso il futuro. E possano le strade davanti a Voi essere così avventurose e piene di soddisfazioni come sono state le mie negli ultimi 26 anni”.

Oltre alla delusione per la chiusura di una fabbrica capace di sfornare divertenti motociclette dagli schemi motoristici e ciclistici diversi dal solito, il pensiero va anche alle decine di persone che, almeno nell’immediato, resteranno senza occupazione, per non parlare delle ripercussioni, speriamo non eccessive considerati gli esigui numeri produttivi, sui molti fornitori, anche italiani, della factory americana.

Una speranza però rimane viva. Il know-how sviluppato in questi anni e la creazione di una “tribù” di Buellisti in tutto il mondo, sono un patrimonio che potrebbe fare gola a qualche lungimirante (e danaroso) investitore …

buell2009 theEnd

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Inserito da: Buell_ToURINg | Agosto 26, 2009

Val Trompia e Laghi ..e dintorni 22-24 agosto

val Trompia

Un bel motogiro da quasi 1000km che si può fare in un weekend. Avendo un paio di giorni in piu, si può pensare anche di proseguire la terza tappa raggiungendo il Lago di Garda, e girarlo attorno. Ma servono piu giorni.

TAPPA #1 – TORINO – LAGO D’ISEO – ZONE – PASSO CROCEDOMINI – MANIVA – 22 agosto ’09
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Trasferimento. Autostrada mattutina , con tappa seconda colazione e rifornimento all’autogrill. Il trasferimento, sinonimo di noia assoluta e di pensieri globali, termina quando raggiungiamo SARNICO e sulla nostra destra inizia a scorrere un bel Lago d’Iseo. Il paesaggio è d’incanto e le nostre Buell rombano sulle strade, un tempo pista da moto del mitico Agostini (giro del lago in senso antiorario).

Giusto una breve sosta per un rapido pensiero vicino a una pianta in riva al lago svizzero (molto ispirata…), per poi ripartire lungo una serie di curve morbide lungo la riva bergamasca del lago che mi riportano indietro di parecchi anni… così passiamo di fianco ai mitici Cantieri Navali Riva, nella galleria di Predore dove una volta la doppia striscia continua non si incontrava a metà galleria, il Villino Ronchelli (n.d.r. Poldo …indimenticata meta delle vacanze estive, costruzione a pianta a croce disegnata alla fine dell’800 da un architetto svizzero, e che nelle notti di temporali estive prendeva vita tra lampi e fulmini in un aspetto spettrale degno dei migliori film ispirati ai romanzi di Stephen King…), e poi via con la strada che piega in curve sempre più strette a pelo della riva del lago, mentre la roccia diventa sempre più ripida. Fino ad arrivare alla punta estrema, a LOVERE, paese natale di Giacomo Agostini, a cui il MotoClub di COSTA VOLPINO dedica una gigantografia di dimensioni spropositate in centro paese…

Facciamo a questo punto una breve digressione sulla riva bresciana, per raggiungere ZONE e le sue piramidi. Chissà che pazienza a piantare quei massi in cima a quei pilastri di granito!

Riprendiamo la via della Val Canonica, lasciandoci alle spalle BOARIO TERME (la prossima volta un po’ di terme, però…) in direzione di BRENO. L’appetito comincia a farsi sentire, il muffin ai mirtilli dell’Autogrill è stato ormai dimenticato… Capita a fagiolo il cartello all’inizio del paese che indica la trattoria/vineria Ca’ Bianca, che, guarda caso, è proprio sulla strada che porta al passo Crocedomini. Il tavolo sotto il pergolato è perfetto, la vista spettacolare… Come resistere al menu di lavoro al prezzo fisso di 13 euro?

Le moto (nella maggior parte con targa straniera) che passano salendo verso la montagna ci richiamano all’ordine e smaltito il quartino di rosso ci rimettiamo in marcia.

Saliamo senza fretta, con i motori di Mallory e Bea che ronfano sornioni, ma sempre pronti non appena il polso destro piega un po’ di più. Si sale con una pendenza dolce, ma piano piano sempre più ripida. Il paesaggio intorno è di quelli da ammirare… Ed ecco che sia arriva al tratto sterrato: una decina di chilometri, già oltre i 1600 metri di quota, che portano al passo Crocedomini, e di lì ai 2000 metri dei Tre Dossi, per poi scendere ai 1800 metri del Passo Maniva. Il pezzo che qualche settimana prima mi ero fatto a piedi in 4 ore dura un attimo a cavallo di Bea…

Raggiunto l’hotel, incastonato in una vallata verdissima; tutt’attorno vallate di diverse tonalità di verde, a seconda di come lo sguardo variava l’altimetria.
Eravamo proprio sotto gli impianti sciistici di MANIVA.
Posati i bagagli e salutata Oana amica che lavora nell’hotel dove alloggiavamo, scendiamo alleggeriti dai bagagli verso COLLIO per fare una commissione ma accade il momento KABLAM!!!
Ad una curva Mallory in staccata prende un sobbalzo nella sede stradale e arriva lunga ad una curva, un paio di metri di traverso per poi trovarsi addosso al muro in terrapieno. Ho sempre parlato in terza persona Mallory, ma lei faceva quello che le dicevo io. Quindi la lezione è sempre la stessa …soprattutto dove non si conoscono le strade ancor più prudenza.
Fortunatamente, nell’imprevisto, è andata bene. Lividi, un po’ di dolori subito e relativamente pochi danni alla moto. Peccato, ma dopo una ottima cena condita con un vino rosso prodotto dal ciclista Moser, dolorante mi sono fatto 9ore di sonno. Sonno che ha rincuorato la “truppa” e il giro è proseguito il giorno successivo.
Beh! Poldo era ancor più rincuorato. E’ rientrato in camera alle 8 di mattina .. ovviamente non ha dormito “alla fredda e ghiaccio”!!!

TAPPA #2 – MANIVA – PASSO MANIVA – LAGO IDRO – PARCO ADAMELLO BRENTA – PASSO DEL TONALE – LAGO D’ISEO – MANIVA – 23 agosto ’09
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Il ginocchio si era sgonfiato, ma il dolore c’era ed era apparso anche su altre parti del corpo.
La povera Mallory con qualche intervento aveva un aspetto un po’ meno incidentato e io ero pronto ad affrontare una giornata su passi in quota per raggiungere il parco dell’Adamello, e tornare dopo anni a Madonna di Campiglio.

Dal piazzale degli impianti da sci di Maniva si vede una strada larga quanto un’auto e sterrata che taglia vallate a mezza costa di questi possenti monti della Val Trompia. Percorrendo queste strade incontriamo altri motociclisti, che salutiamo, poche auto per fortuna e molti ciclisti, che rispettiamo.
Lo spettacolo è davvero unico, quando passate un paio di valli, iniziamo la discesa verso ANFO e davanti a noi si presenta il Lago d’Idro. Scendiamo fino a corrergli di fianco con le nostre Buell. Da lì saliamo verso TIONE DI TRENTO e a PINZOLO svoltiamo verso la Valle Genova.
Lì posiamo moto, caschi e giubbe e ci incamminiamo a piedi in mezzo ad un sentiero del parco dell’Adamello, fino alle cascate Nardis. Cascate che ci rinfrescarono.

Terminato il giro, tornammo indietro tra i sentieri per godere maggiormente del fresco del bosco, ci aspettava il PASSO DEL TONALE.
Quindi di nuovo in strada, MADONNA DI CAMPIGLIO e i massicci del Brenta in sfondo, poi a proseguire fino al PASSO DEL TONALE dove ci siamo fermati per un spuntino pomeridiano, dato che dopo l’abbondante (e quando dico abbondante, intendo tanta!!!) e ottima colazione, a pranzo stavamo digerendo l’ultimo panino di marmellata e burro, dopo le uova sbattute ..e non fatemi andare oltre. Colazione Ottima!

Scendemmo fino a BRENO , e via a completare il giro del lago, dove il giorno prima avevamo raccordato il nostro viaggio. DARFO, LOVERE, SARNICO, ISEO e abbiamo girato attorno ad un estremo del lago d’Iseo. Ritornammo in Val Trompia passando GARDONE, COLLIO e ripassando davanti al luogo dell’increscioso incidente del giorno precedente. La giornata era stata ottima, avevamo viaggiato quasi tutto il giorno a piedi e in moto, e un tramonto accompagnava il rientro in hotel. Il rombo Buell ci preannunciò in hotel, così che parcheggiammo Mallory e Bea in garage e ci buttammo in doccia.

Un po’ dolorante arrivai a cena, ma la stessa fu sufficientemente festosa e con Oana e Roberto, un collega che lavorava li con lei, abbiamo passato una bella serata. Alcune foto pubblicate, sono molto esplicative.

TAPPA #3 – MANIVA – BAGOLINO – BRESCIA – TORINO – 24 agosto ’09
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Il lunedì a colazione avevamo già preparato i pochi bagagli, ma la colazione fu molto più soft di quella del giorno prima. Ci aspettava il rientro e quindi pensare di fare autostrada (leggi “trasferimento”) in fase digestiva, poteva essere rischioso.
Salutato tutti e saldato i conti (..in parte!), per raggiungere BRESCIA, passammo da BAGOLINO facendo il passo. Anche da qui, raggiungemmo il lago Idro.

Il traffico del lunedì in parte si sentiva che era più lavorativo, un po’ più frenetico, e più ci avvicinavamo a BRESCIA più si percepiva questa sensazione. Il pomeriggio avrei lavorato anch’io.
Quindi giù per ANFO, LAVENONE, NOZZA, BARGHE …ecc fino all’autostrada.
Il primo autogrill fu nostro.
Il giro si concluse dopo un paio di ore di altri pensieri globali, e idee su come risistemare Mallory …e che qualche volta, converrebbe ascoltare i propri consigli che si dispensano per gli altri. E’ andata bene e sono ottimi posti da visitare.
Un giro ottimo per dei weekend lunghi.


VAL TROMPIA : voto 8+ !!!

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Inserito da: Buell_ToURINg | Luglio 11, 2009

Grimsel Pass 03-06 luglio

grimselpass

Quando un motogiro regala paesaggi e sensazioni ke fanno battere il “kuore” …beh! Capita anche che non si facciano tante foto, non si facciano video, ma si fanno quasi 1100km (senza antipioggia, dribblando le perturbazioni) e si viva appieno tutto quello ke ci circonda. Persone, Luoghi e Sensazioni coesisteranno in questo motogiro in maniera unika. Quindi nel raccontarvi il roadbook, mi è impossibile trattenere tutte le sensazioni vissute, quindi sarà un roadbook, in parte emotivo. Cerkerò di essere piu “ermetiko” possibile, sapendo la mia capacità ad essere tutto il contrario, ma alcuni sguardi ometterò volutamente di raccontarli. Quelli me li tengo per me!!!!!!

TAPPA #1 – TORINO – GORDOLA (Motel Riazzino) – 03 luglio ’09
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Appuntamento alle 13:31 al BurgherKing di Pianezza con pranzetto “leggero” (double XXL Burgher menu, era la consumazione più leggera al nostro tavolo) e poi partenza, con pezzo di trasferimento. Autostrada fino ad ARONA. Mai patito così tanto il caldo, durante la tappa di rifornimento dovevamo rifornirci anche noi di RedBull e AcquaTonika, che l’hanno fatta da padrona. Ma ke kaldo!!!
Un respiro, per la calura e per i paesaggi, arriva quando abbandonata l’autostrada costeggiando il Lago Maggiore (ARONA, STRESA, e su su fino a LOCARNO) si percorre con un occhio ke guarda il lago e l’altro la strada, alternando lago ad alberi ad alto fusto. Bella strada che porta fino a LOCARNO. Deviazione a LOCARNO alta, ridiscesi, “paskolato” tra le campagne tra LOCARNO e GORDOLA (ci eravamo persi), arrivammo al Centro di Paracadutismo di Locarno ad incontrare amica ke lavora nel centro. Consigliamo in zona Motel Riazzino, a RIAZZINO; prezzi buoni e buon motel.
Doccia. Nel motel e nei giorni a seguire per le strade c’erano GTO, PONTIAC, CADILLAC, MUSTANG, e altre auto americane d’epoca. Ci dev’essere stato un ritrovo, certi “pezzi”.
Andammo all’appuntamento per cena al centro di Wakeboard di LOCARNO, bevemmo per riprendere ancora un po’ dei liquidi persi durante il trasferimento, e poi tutti in pizzeria.
La serata era scivolata via tra risate e racconti di storie vissute.

TAPPA #2 – GORDOLA – GELTERFINGEN (Hotel Linde) – 04 luglio ’09
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Il mattino, dopo una sostanziosa colazione, ripartimmo e scrutando il Cielo che era dalla nostra (neanke una nuvola) ci dirigemmo con il rumore sornione delle nostre Buell, verso BELLINZONA, CLARO, OSOGNA, BIASCA, e così via fino ad arrivare al PASSO DEL GOTTARDO, curva e controcurva inizia la salita. Il cartello FURKAPASS e il Cielo sereno fanno da cornice al GRIMSELPASS che si vede in lontananza nella Valle. Che spettacolo.
Raggiunta la quota 2431mt del FURKAPASS in una splendida giornata, avevamo incontrato già almeno un centinaio di motociclisti. Pranzo al GRIMSELPASS. C’eravamo, e la giornata era bellissima. Ce la siamo vissuta.
Dopo pranzo scendemmo lungo la valle con una delle piu importanti centrali idroelettriche d’Europa sul Lago di Grimsel, fino da MEIRINGEN e ci spingemmo verso INTERLAKEN passando da BRIENZ. La strada verso INTERLAKEN l’abbiamo percorsa in formazione, con altre 23moto che facevano una fila sorniona e rumorosa, che rapiva gli sguardi della gente dei paesi che attraversavamo. Un paio di saluti alla gente lungo la strada e ancora di più agli altri motociclisti, per poi capire il così alto numero di Harley Davidson. Eravamo finiti al ritrovo degli HOG, ritrovo Harley che si effettuava proprio quel giorno, proprio a INTERLAKEN, proprio quando stava sopraggiungendo una perturbazione con grossi e neri cumulinembi da Nord.
Avevamo lasciato il cantone Svizzero-Italiano con il sole e il cantone Svizzero-Tedesco ci stava dando il benvenuto.
Ad INTERLAKEN, città che come dice il nome, taglia in due il lago, passato il ritrovo degli HOG e lasciato a loro il cumulunembo, ci dirigemmo a THUN, costeggiando l’altro lato del lago, dal versante di SPIEZ.
A THUN, cercammo una sistemazione, ma i prezzi alti e il kaos della città ci portò nelle campagne e prima in direzione Sud, contro il cumulonembo che girando nella zona ci inseguiva, ma alle prime gocce ci dirigemmo a Nord verso BERN, dove era più sereno. Tutti gli hotels sulla strada erano pieni e altri chiusi. Non volevamo stare a BERN così, di comune accordo, con i pieni di benzina fatti, decidemmo di affrontare la tempesta e ritornammo verso Sud. La strada era più interna rispetto a quella principale fatta a salire, tanto che “LaBuonaStella” ci fece passare da GELTERFINGEN dove ci trovammo ospiti con 50Franchi Svizzeri a testa all’ Hotel Linde. Se mettete su GoogleEarth il nome GELTERFINGEN, il punto è tracciato proprio davanti all’incrocio dove c’è l’Hotel Linde. La cosa era che noi scoprimmo dov’eravamo solo il giorno dopo essere tornati a casa, grazie alla ricerca di Poldo. Infatti non sapevamo in che paese eravamo, e con l’Oste dell’hotel, un tipo dalla faccia e dall’espressione simpatica, che parlava solo svizzero tedesco, il dialogo era più incentrato sulle pinte di birra. Aspettando che smettesse di piovere, già docciati e sistemati sotto un pergolato, non ci restava che brindare con una pinta di birra. Una pinta aspettando che smettesse di piovere. Una seconda per accorgersi che non smetteva. Smise, ma nessuno dei due pensava lontanamente di salire in moto, così in perfetto orario svizzero alle sette ordinammo la terza pinta con una “cena tipica locale” (n.d.r. ewwiwa il cibo italiano!). La serata lascio immaginare come finì.

TAPPA #3 – GELTERFINGEN – LOSANNA (Hostello della gioventù) – 05 luglio ’09
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La serata finì prestissimo a letto ‘mbriaki.

La mattina la colazione fu più francese (io, Poldo non demordeva!) benché ci fosse un piatto di affettati. Il Cielo era sgombro dalle nubi, il Sole si alzava nel Cielo, e noi stavamo rimontando i bagagli per partire alla volta della Svizzera Francese. Più precisamente a Losanna.
Ridiscendemmo verso THUN, girando verso SPIEZWILLER e attraversando un’altra vallata eccezionale, con i nostri sguardi che dai caschi si godevano lo spettacolo ripido delle montagne e delle foreste e boschi su di esse dipinte. (n.d.r. scusate mi son fatto prendere … le makkine foto erano chiuse nelle loro custodie, da qualke parte, in qualke bagaglio.) Paesino di LATTERBACH, ERLENBACH e arrivati a REISENBACH prendete su per il JAUNPASS. Più basso di quelli dei giorni precedenti, ma di sicuro effetto. Si scende verso JAUN, direzione BULLE passando da BROC.
A BROC in una curva, poco prima di arrivare a BULLE, c’è probabilmente la sede del “Movimento di Liberazione dei Nanetti da Giardino”. Un giardinetto di 10mq cosparso di sette nani (..si 7 nani x 6 ..ce ne saranno stati almeno 42 kloni), a noi è piaciuto pensare che era un comunità di sette nani fuggiti dai giardinetti privati delle abitazioni, e vivessero per loro conto.
Da BULLE con la N12 ci dirigemmo, nei limiti della velocità e nell’ordine stradale da svizzeri, raggiungendo un’amica alla stazione dei treni. Lei è a Losanna per studi. Ci aveva prenotato una camera all’ostello della gioventù, vicino al centro olimpico. Bella sistemazione. Mi ero portato nel bagaglio un casco jet per lei. Doccia, liberati dai bagagli, partimmo tutti e tre sul lungo lago di Losanna. Pranzo, e poi direzione MONTREAUX a vedere JazzMusicFestival, a stare un’ora davanti ad un bar chiuso e sotto la tettoia di un garage di un meccanico ad aspettare che passasse il temporale e la visita ad una mega residenza che ospita convegni e domina LOSANNA. Un’altra cosa spettacolare sono le vigne. Fatevi trasportare dalle vostre moto, con da un lato il lago e dall’altro distese di poderi con vigne e case coloniali incastonate nel paesaggio … a “dominio”.
La sera c’erano un po’ di spettacoli nel centro storico di LOSANNE, dove consumammo una ottima cena nepalese. Intanto fuori pioveva, noi dentro a mangiare. Usciti, smise di piovere. (n.d.r. ..un grazie alla mia BuonaStella!)
In camera non c’era la tv e mi ero rassegnato che non avrei visto la gara di LagunaSeca, quando mentre si stava rincasando, la fanciulla con occhio da lince vede da una vetrata di un bar di portoghesi un maxischermo.
Una yamaka numero 46 piegare nel cavatappi. Questa era l’immagine che mi fece notare. Con un parcheggio da italiani doc, in seconda fila, in un paese ordinato; ma troppa era la foga, fermammo le nostre Buell davanti al bar e ci fiondammo all’interno. Mancavano 17giri, una birretta fresca veniva servita. Riuscimmo anche a guardarci il motogp. Gran bella giornata. Gran bella giornata.

TAPPA #4 – LOSANNA – TORINO – 06 luglio ’09
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Ultima partenza mattutina, era il giorno del rientro. Eravamo contenti e assonnati, e ci aspettava il rientro in territorio italiano, passando dal passo COLLE DEL SAN BERNARDO. Su una foto commemorativa in cima al passo, c’è la rappresentazione storica di soldati napoleonici ritratti in quei luoghi, con la neve. Pensai subito al freddo patito da quei poveri soldati, poi pensai a la “neve”, che ancora ora copre qualche cucuzzolo!!!
…”Il 6 generato dalla Terra è il numero perfetto dell’acqua, per questo quando la neve si condensa in fiori di cristallo, questi presentano sempre 6 punte.”
…” ogni fiocco è diverso l’uno dall’altro”
(n.d.r. tratto da “Turista della neve” di Charlie English.)

Le strade incontrate in tutti i passi erano ben asfaltate e alcune di nuovo, pur essendo passi di alta montagna. I tombini erano a norma, con una copertura con grip. I semafori avevano i sensori. Un ordine controllato.
I gusti italiani li ritrovammo a CHAMPAGNE, cittadina sotto AOSTA all’ora di pranzo in un’antica trattoria dove brindammo (con moderazione) al bel giro.
Eravamo soddisfatti.
Ultimo era solo più un trasferimento autostradale sulla AOSTA-TORINO. Ho avuto il tempo di incominciare a fare un po’ di ordine nella mia mente, di tutte le sensazioni di quei giorni.

Dopo giri del genere, si ritorna alla quotidianità meglio.
Provare per credere!!!

Pura Vida


Svizzera 3 cantoni voto : 10+ !!!

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Inserito da: Buell_ToURINg | Maggio 5, 2009

Weekend Vagabondo & Brutale

Venerdi 01 Maggio ‘09
…La vita và vissuta con lentezza e determinazione e molta passione!!! E quando la passione si sposa con amici e 2 ruote macinare km è ancora piu divertente. Venerdì con partenza pressochè mattutina siamo andati al mare, ma non ad un mare qualunque nella splendida e ridente cittadina di Andora. Dove peraltro il compagno di motogiri (…e di banco alle superiori per il sottoscritto!) Ciaparat si dedicava ad una garetta di Triathlon. Lui è il triatleta del gruppo … PipotiPipoti!
Foccaccina ligure, gara e sole/lettura sullo scoglio sono state le attività principali della giornata.
Viaggio in andata scendendo da Ceva, Garessio, Col di Nava mentre km di auto erano in coda su autostrade verso il mare … e al ritorno dal colle passo del S.Bernardino dietro Albenga.
Che dire, quasi un giro di routine ..ormai!

Sabato 02 Maggio ‘09***visualizza mappa***
La mattina ancora con il sonno e i postumi della sera … e però la posizione da moto già conformata, ancor piu presto della sveglia del lavoro, partiam alla volta di Oulx per incontrare Pilotino (Ducati 999 TestaStretta) e Pasquale (BMW R1150), con i quali abbiamo passato un’ottima giornata tra oulx, cesana, monginevro, briancon, guillestre, vars, col du var, barcellonette, sauze de savines, embrun e rientro con passaggio sulla bellissima Cesana-Sestrieres …e rientro per noi da Pinerolo, mentre Pilotino e Pasquale rientravano a Bardonecchia. Luoghi conosciuti, ma con percorsi nuovi. Paesaggi che sono pace per l’anima. Ebbbravo “Pilotino”

Domenica 03 Maggio ‘09
… beh! oggi si dorme e si guardan le gare di motociclismo … anche perchè i Fl@Asses sabato sera hanno fatto disastri :D …!!!
Il pomeriggio appuntamento con Pilotino in centro a Torino per il BRUTAL ON TOUR! Prova della MV Brutale 989 e 1078, ben organizzato, con prove di 30minuti per moto sulla collina di Torino. Che spettacolo … Che potenza BRUTALE, mi ha fatto ritornare diciottenne per un’oretta abbondante.

… un gran bel weekend VAGABONDO & BRUTALE!!!

Inserito da: Buell_ToURINg | Maggio 4, 2009

Finalmente ELBA

***IL VIDEO E’ IN PRODUZIONE*** WORKING iN PROGRESS AL MOMENTO SOLO POST E FOTO!!!

In questo viaggio dopo innumerevoli “false partenze”, dato che era dai primi di Aprile che avevamo pronosticato la partenza, finalmente terminate le ultime perturbazioni che immancabilmente arrivavano il giovedì sera sull’Italia, il 22 aprile si partì.
Il 22 aprile abbiam preso al volo l’occasione.
Avevamo fino a domenica previsioni con sole, domenica sapevamo già il nostro destino, ma tra noi il pensiero dell’acqua al ritorno era uno solo non me ne frega un caXXo.
In questo viaggio abbiamo potuto testare la BUELL ASSISTANCE voto:10 e le tute antipioggia voto:10 …sulle nostre moto non abbiamo dubbi, il voto è 11 :D

Mercoledì 22 aprile ‘09
Mattinata al lavoro con Mallory e con le borse pronte già a casa, e per pranzo eravamo già in marcia. Il percorso per raggiungere l’isola prevedeva l’alternarsi di noiosi tratti di autostrada, pertanto necessari per ridurre il trasferimento e avere maggior tempo e respiro sull’isola.
Torino – Genova autostrada (ke palle!), poi si sarebbe proseguito su Aurelia e tutto il tratto delle 5 Terre fatto su strada panoramica immersi in luoghi dove il Tempo ha ancora un suo significato. Usciti quindi dall’autostrada a Genova, davanti al molo dove salparono i 1000, iniziò il primo “strip-tease” …via imbottitura giacca e su con gli occhiali da sole. La giornata era meravigliosa, qualche scatto di foto e i primi minuti di video …quando in una curva subito dopo Sori, vedo Poldo che si ferma bordo strada. C’era un bel paesaggio e pensavo volesse prendere la camera e fare qualche ripresa. Io proseguo un paio di curve e mi preparo ad aspettarlo pronto a filmarlo di conseguenza all’uscita di una sinistra in salita. Intanto scatto una foto e mi godo la costa di sotto, il caldo è piacevolissimo; però Poldo tarda ad arrivare e il caldo dentro il casco inizia a diventare miiiii ke caaaaldoooo. Così ritorno indietro per un paio di curve e me lo vedo fermo. La sua Beatrix si è fermata. “Kablam” fermo, la moto non partiva piu ..neanche a spinta, avevamo la discesa dalla nostra. Era un fusibile da 15A della pompa di benzina ..sostituito nell’arco di due ore. Infatti chiamando l’assistenza Buell sono venuti a recuperarci nell’arco di un’oretta e portata la moto al concessionario HarleyDavidson/Buell piu vicino, cioè in questo caso a Genova Nervi, gli hanno diagnosticato questo inconveniente e sostituito al volo il fusibile. Poldo si è poi fatto il viaggio con una manciata di fusibili da 15A di scorta in tasca. Ma nulla più è successo, il dubbio di continuare il viaggio ha lasciato spazio a gran sorrisi, anzi ci siamo ancora goduti al tramonto Recco, Rapallo, Santa Margherita, Camogli.
L’Elba che sembrava svanire, riprendeva forma.
Questo ha fatto sì che l’umore dei Fl@Asses prendesse l’accaduto con filosofia e si doveva quindi festeggiare. Fermati per la notte a Sestri Levante, ci siamo fatti una mangiata storica di pesce e abbiam scolato due bottiglie di Vermentino ben fresco. Al ritorno siamo “arrivati lunghi” persino rispetto all’hotel ..ma eravamo a piedi e non solo, addirittura in ciabatte, e non abbiamo superato nemmeno il limite di velocità dello “schiabattio”. Schiantati in tempo zero a dormire.

Giovedì 23 aprile ’09
…meglio così! Cosa c’è di meglio di una panoramica sopra le 5 Terre dopo colazione?
Al mattino infatti ci siamo goduti ancor con più gusto il tratto delle 5 Terre e per rendere onore ad un tratto di costa così spettacolare, me la sono fatta con i “bordies” sopra la tuta …in style Wakeboard :P !!! (n.d.r. NoWay! ..vedere filmati e foto). Le 5 Terre la mattina non solo mi hanno risvegliato, ma ce la siamo proprio goduta. Arrivati a La Spezia nuovamente autostrada, intanto si avvicinava l’ora del pranzo e sorpassata Viareggio, e in linea d’aria le mura di Lucca, eravamo nei dintorni di Pisa. Un paio di gesti mimando un panino e la torre di Pisa e tutto fu chiaro, un cenno di sì con la testa , la freccia destra e imboccammo l’uscita per Pisa. Intramezzo con visita alla piazza dei Miracoli e Torre di Pisa. (n.d.r. abbiamo evitato di fare la foto con la manina che tiene su la Torre di Pisa!).
Rientrati in autostrada il primo autogrill era nostro per rifornimento e conoscere la barista che aveva un Ducati e scambiar due chiacchiere, scambiar due piadine con un paio di euro, e qualche decina di litri di benzina per un po’ più di euro ancora.
Mancavano 107km a Piombino e sembrava non arrivare mai. Autostrada che attraversava le colline toscane, tanto belle che mi sembravano finte, con i loro colori verdi che contrastavano con il cielo azzurrissimo e tutti i filari dei vigneti in ordine, che seguivano delle geometrie lungo i pendii.
Il primo cartello “Isola Elba” ci ha fatto destare dalla noiosa autostrada e a straforo ci siamo imbarcati cinque minuti prima che chiudessero il portellone; insomma un po’ come quando vedi in fondo alla via il bus che arriva e ti spari gli ultimi 100mt di corsa per arrivare con il fiatone a sorridere al “cocchiere” ringraziandolo di averti aspettato.
Un’ora di mare piatto (che per quello che amo io i traghetti e similar è appena il giusto) e fu finalmente ELBA!
Il viaggio era stato bello avventuroso già dall’inizio, ma solo ora iniziava realmente. Erano appena le 16:27 quando scaricammo i nostri bagagli in una splendida camera vista mare sulla famosa spiaggia delle Ghiaie e in men che non si dica eravamo di nuovo in moto per iniziare ad assaporare un po’ di quest’isola.
Capimmo subito che l’isola era piccola. Questo era un bene perché girarla richiedeva fantasia, era impossibile perdersi e lasciava molto spazio allo “svakko” (n.d.r. svakko = relax).
Un bel tramonto a Capoliveri, cittadina con i suoi vicoli e un primo approccio su una spiaggia, dove un paio di barche di pescatori facevano di sfondo, ad altre piccoline arenate sulla spiaggia. La sera l’aria iniziava a farsi freschetta e l’asfalto sotto le ruote era con sempre meno grip. Andatura da moto-turismo osservando insenature e colori del tramonto …e un paio di ristorantini per la serata.
SteakHouse 650grammi di Angus a testa (n.d.r. come prima portata…) ci ha colmato la fame che ormai si era impossessata di noi.
Un altro brindisi a conclusione giornata. Finalmente Elba …ce l’avevamo fatta.

Venerdì 24 aprile ’09
***visualizzare mappa***
La prima cosa che abbiamo fatto dopo colazione, è inviare la cartolina per l’Harley di Genova, che ci ha permesso di essere lì a goderci una giornata (con qualche nuvoletta) ma con un Sole che ha permesso un inizio di abbronzatura. L’isola è molto piccola, la distanza più lunga da percorrere è da Marciana a Cavo e sono ben 54km!!! Partiti da Portoferraio dove eravamo alloggiati e abbiamo scelto di visitare la zona di Ponente (Ovest). Marciana e Poggio due paesini arroccati ed immersi nel verde delle colline sopra Marciana Marina sono due borghi molto caratteristici. Quello che ci è piaciuto di più è Marciana, dove poi abbiamo pranzato e gustato la birra dell’Elba che producevano appena due curve sotto il paesino. Birra ottima, artigianale fatta con l’acqua della fonte di Napoleone. La strada a picco sul mare tra colle d’Orano, Pomonte, Secchetto e Cavoli, dove in quest’ultima c’è una bella spiaggia di sabbia (consigliata dall’oste della pizzeria dell’angus…) che ci ha visti passare un po’ di tempo; io a “giocolare”, il Poldo a gustarsi il mare con una camminata meditabonda (n.d.r. …meditazione vagabonda!!!). Presa la strada che taglia da Pila, S.Ilario in Campo per tornare a Marciana ci siamo immersi nella vegetazione, popolata da moltissimi mufloni.
La sera cena a Capoliveri.

Sabato 25 aprile ’09
…Auguri Poldo!!!
Abbiamo questa volta deciso per la parte di Levante (Est) con la strada che costeggiava il mare e le vecchie e dismesse miniere di ferro, quindi scesi a Porto Azzurro, Rio Marina, Cavo e ritornati dalle montagne. Monte Grosso, Nisporto, Rio nell’Elba per poi godersi la giornata di sole sulla spiaggia di Barbarossa, questa più simile alle altre spiagge, ossia spiaggia con pietruzze. Un buon libro, una dormita, una sessione di “giocolare” …mentre il Poldo era un tutt’uno con l’asciugamano dopo il vinello fresco del pranzo per poi risvegliarsi e fotografare la spiaggia deserta, con una deliziosa fanciulla che faceva finta di dormire …ma guardava me! Il Sole ha fatto tutto il resto, infatti la sera eravamo belli cotti. Alle 16:16 dalla spiaggia di Barbarossa siamo andati a fare aperitivo a Marciana, ossia dalla parte opposta dell’isola; passando in hotel a posare il “kit da spiaggia” e facendoci anche una “prova speciale di traversi” sulla strada che porta a Lacona. Poi da Lacona siamo risaliti a La Pila e quindi giunti a Marciana. Meno di 57km in tutto.
La sera crema doposole e via a cena, questa volta a piedi (eravamo troppo cotti dal sole) nel centro di Portoferraio.

Domenica 26 aprile ’09
La sveglia . Il motogp . La colazione . Imbarcati e un’oretta di MP3 con musica (per ingannare il mare un po’ mosso! ..BURP!) e poi nessuna deviazione su colli e stradine, bensì autostrada radicale.
Quasi 6 ore di autostrada e pioggia, un paio di stop di rifornimento e rapido pranzo, per giungere alle 17:37 in bikokka, poco più tardi Poldo a casa sua.
Il motogiro era andato proprio bene, eravamo soddisfatti a tal punto che tutta quell’acqua non ci aveva infastidito neanche più di tanto, essendo sigillati all’interno delle nostre tute antipioggia, siamo tornati a casa asciutti, per un bel bagno caldo.
Mai più l’avrei detto. E vi assicuro che dalle 12:23 alle 17:37 sotto la Pioggia (con la “P” maiuscola) battente credevo non avrebbe retto la tuta in primis e subito dopo io.
Ed invece con questa “benedizione” si è concluso proprio un altro gran bel giro.

p.s.: durante il viaggio di ritorno era come quando vado a nuotare in piscina, isolato da tutto e da tutti, solo con i miei pensieri …bella sensazione!

..applauso per i Fl@AsseS!!!

Inserito da: Buell_ToURINg | Dicembre 19, 2008

BUON NATALE E FELICE 2009 !!!

buon-natale

BUONE FESTE DAI “FL@ASSES” … con l’augurio di un 2009 stracolmo di km … tanto Sole in faccia e magari qualche moscerino in meno !!!!

BUENA VIDA siempre

22dec’08
…Ieri contro ogni aspettativa GRAN GIORNATA per la chiusura dell’anno ‘08 in moto, in quel di “Lago di Viverone”. Vedere le foto nella sezione “ALBUM FOTOGRAFICO”.

Abbiam “agguantato” le ore di Sole, e ci abbiam ricavato quei 200km circa di fine anno … regalandoci ancora una volta paesaggi che “MANDANO A STAR BENE”

… ci rivediam nel 2009 !!!

Inserito da: Buell_ToURINg | Dicembre 2, 2008

COME COSTRUIRE LA VOSTRA BUELL …

Se riuscite a mettere in moviola il video e avete sufficiente spazio nel Vs. garage potete anche provarci …

 

… però forse è meglio andare da un concessionario ?!?
Buena Vida
Buena Buell .. POT POT POT!!!

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Inserito da: Buell_ToURINg | Ottobre 9, 2008

VERDON & COTE D’AZUR

*** il post è in costruzione, stiamo elaborando testi, mappe e video … pubblikeremo quanto prima.

Al momento nella SEZIONE FOTO sono state caricate le foto ***

 …… a presto !!!!!

Inserito da: Buell_ToURINg | Maggio 13, 2008

LIGURIA ‘08 …a caccia di streghe a TRIORA!!!

E’ presto fatto … un paio di chiamate la sera, una veloce ricerca di alcuni luoghi ancora non visti (e se ce ne sono!!!) e il mattino di buon ora, eccoci al solito appuntamento.

sabato 10 maggio
visualizza tappa in andata

Colazione fatta, macchine foto e telecamerine cariche e pronte all’uso (vedere sezione “album fotografico”) e il pieno da farsi quanto prima, di modo da sincronizzare i successivi rifornimenti della giornata e con l’amuleto antipioggia (leggi “tuta antipioggia”) nel sottosella eccoci partire alla volta del Col di Tenda, passando le deviazioni per il Colle Dell’Agnello e per la Val Maira, altri posti davvero belli da percorrere in moto. Ma oggi no … oggi si và sul Col di Tenda, si ritorna, almeno per me, in quei posti dopo davvero tantissimo tempo, quasi 15anni.

Già l’arrivo all’imbocco della galleria ci ha fatto scaldare le gomme con un paio di curvette dove il nostro motore rispondeva a meraviglia; il misto in montagna, che passione! :)
L’arietta era frizzantina arrivando da Cuneo, ma dall’altro lato il cielo era piu sereno e scendendo verso il mare direzione Ventimiglia, perdendoci di tanto in tanto in foto e tappe a mirare i paesaggi di cittadine arroccate qua è la in vallate verdissime, il clima faceva sentire sempre di piu i suoi 30°.
Caldo.
Ma per entrare in Valle Roja bisogna abbandonare la SS20 che porta a Ventimiglia.
Consigliamo di girare in direzione VALLE ROJA – VERRANDI – CAMPO ROSSO ..attenzione che la deviazione, come tutte le migliori “strade secondarie” è un po’ nascosta, ma visibile se non si và troppo “racing”.
Altrimenti scendendo sull’Aurelia da ArmaDiTaggia c’è una deviazione che vi porta in 30km, sempre di strada tortuosa, ma non fate il percorso piu panoramico in quota nella VALLE ROJA e arrivate subito dal basso della Valle Argentina.

Quindi dicevo… abbandonando la SS20 e percorrendo questa strada che definire secondaria è già molto, si arriva con pochi tornanti in quota sulle colline della Valle Roja. Vallate verdissime alle spalle di Imperia con un paesaggio da mozzafiato. Le strade percorribili tranquillamente e le curve non mancano. Da lì ad arrivare a TRIORA ci vogliono circa un 70km da percorrere in armonia con luoghi totalmente fuori dal caos, persi in vallate verdissime; si scollina due/tre colli prima di arrivare a TRIORA, rimanendo sulla sua quota di 780mt …e a volte andando anche oltre! Che spettacolo di posti.
Arrivando a TRIORA se siete verso ora di pranzo, potete fermarvi nei diversi paesini a pranzare. Noi ci siamo fermati nel borgo medioevale di ROCCHETTA NERVINA dove abbiamo mangiato ravioli ai funghi e un ingrediente “misterioso” che il cuoco non ci ha svelato ..erano ottimi!

Sul vostro roadbook segnate che da CAMPOROSSO bisogna prendere per DOLCEACQUA, ISOLABONA (dove c’è il bivio per APRICALE, strada alternativa per la prox volta!), PIGNA, e MOLINI DI TRIORA passando per il COLLE DI LONGAN.
(Dopo PIGNA c’era quel bivio rognoso, però se siete fortunati potete trovare anche voi il figlio del pirata Barbanera che nonostante l’aspetto rude, è gentile e da ottime indicazioni…)

Arrivati nel primo pomeriggio a TRIORA ci siamo immersi in questi vicoli, carichi di storia e di vicende di stregoneria vissute (..abbiamo anche incrociato due streghe moderne!!! La foto non è venuta) ..un paio di ore sono poche per godere della storia e del fascino di TRIORA, conviene fermarsi una notte lì (..e non mancherò di farlo quanto prima, con tappa al Bed&Breakfast di cui troverete info e numeri per prenotare nella sezione “album fotografico”)

Un rapido cenno storico: Sta per concludersi l’estate del 1587. Il raccolto è scarsissimo: fame e carestia stringono Triora, borgo in provincia di Imperia, nella morsa della disperazione. Influssi malefici si sono abbattuti sul paese e la loro origine è la Cabotina, un fatiscente casolare, che oggi rappresenta una località isolata e silenziosa, ma dove in quell’anno un gruppo di donne ambigue e pericolose è solito riunirsi per consumare i propri sortilegi. La popolazione si ribella. Il Consiglio degli Anziani è costretto ad intervenire con processi ed interrogatori (torture, confessioni estorte) che si protraggono fino all’anno successivo, segnando definitivamente Triora come il regno delle streghe.

visualizza tappa in ritorno
…e riprendiamo la via del ritorno, arrampicandoci con le nostre Buell su per il colle del SanBernardo. Le giornate sono lunghe ed è chiaro fino a tardi e il successivo colle, il Col Di Nava con il suo asfalto appena rifatto è stata una “goduria” in chiusura.
Infine passata la Valle del Tanaro abbiamo del tutto abbandonato le curve e le strade con paesaggi montani. La pianura e i moschini ci hanno pertanto accompagato negli ultimi chilometri rientrando a casa. (ormai una bottiglietta d’acqua e dei fazzolettini sono i miei compagni di viaggio, li consiglio anche a voi da portare nel sottosella o nello zainetto ..o ancora meglio negli ampi bauletti laterali!!!)

Gran bel giro! Non mi aspettavo di trovare una TRIORA così affascinante e così immersa/persa in un territorio così naturalistico, dato che come riferimento nella zona avevo BUSSANA VECCHIA altrettanto borgo molto caratteristico, ma più turisticamente raggiungibile.

Triora voto: 10 (..da tornarci per una notte!)
Motogiro di circa 430km, meglio se fatto in due giorni.

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Inserito da: Buell_ToURINg | Aprile 10, 2008

CORSICA ‘08

La Corsica và girata … e và girata con le 2ruote per poterne assaporare i profumi, per gustarsi i paesaggi che sembrano nascondersi dietro ogni curva e balzare davanti agli occhi, lasciandoti senza parole.
D’altronde a noi non piace vedere il Mondo là fuori da uno schermo; ovattati nelle “skatolette a 4ruote” …non ci piace proprio!!!

il montaggio del video è stato diviso in due parti …fino ad Ajaccio parte della Corsica del Nord e da Ajaccio tornando indietro Corsica del Sud!!!

28 marzo – Torino/Savona
Ma non perdiamoci in tante parole, prepariamo un bagaglio rapido con un po’ di mutande e magliette pronte a fare del sano “Night&Day”, una cultura che lascia molto spazio nelle già ampie borse laterali. Lasciamo in giornata la nostra Torino per imbarcarci al porto di Savona su una vuota CorsicaFerries, dove attendiamo pazienti l’imbarco di una decina di auto e altrettanti camion. Nel mentre ripuliamo i nostri caschi dall’ultimo attacco di uno sciame di moschini incontrato (scontrato!) sulle Alpi Marittime.
E sì, conviene sempre avere una bottiglietta d’acqua e fazzoletti nell’ampio sotto sella per fare un “pit-stop” di pulizia antispiaccicamento.
L’aria è portuale, ma non fredda.
Fissate le nostre Buell (n.b.: ricordarsi di portare sempre gomma piuma da mettere sulla sella dove fan passare le corde, per evitare di farsi rovinare le selle – La CorsicaFerries ha buone corde e seguendo il personale nelle pratiche di fissaggio, si può stare tranquilli – si sconsiglia la Tirrenia) …prendiamo posto nella nave. E’ il 28 Aprile: si salpa, il mare è tranquillo, il viaggio piacevole e dopo una cena gustando già la PETRA, birra corsa alle castagne e una buona dose di “cazzeggio”, ci abbandoniamo al sonno.
29 marzo – Bastia/Calvi visualizza tappa#1
Il 29 Marzo son le 6 di mattina quando ci tirano giù dal letto con la sveglia. Alle 6:07 siamo già sul ponte e i nostri polmoni respirano aria fresca di mare e dai nostri occhi ancora assonnati appare Cap Corse. In silenzio ci godiamo l’alba e cerchiamo di scrutare le strade che presto andremo a percorrere. Un paio di scatti con le nostre camere, poi l’aria fresca (noi in infradito e maglietta!!!) ci manda di corsa a fare colazione. In perfetto orario eccoci a BASTIA!
L’umore è alto e la voglia di macinare km tanta, quella di farci rapire dal paesaggio ancor di più. Si ingrana la prima e con la potente coppia rauca delle nostre Buell iniziamo ad affrontare il “dito”.
Ci infiliamo nelle stradine in quota, ridiscendiamo sulla strada principale, evitiamo che ci chiudano la strada causa rally, ma in tempo arriviamo a Saint-Florent assaporando un piccolo assaggio di un mare cristallino, paesaggi mozzafiato e soprattutto iniziamo ad accorgerci che in Corsica il paesaggio tende a cambiare dietro ogni curva. Due chiacchiere con degli “Harleysti” durante un rifornimento di benzina; le nostre Buell non sono molto conosciute e tutti le guardano con occhi incuriositi e molta ammirazione. Noi non risparmiamo dati tecnici e qualità delle nostre Ulysses.
Costeggiato il mare, saliti su colline verdi per ritrovarsi a percorrere strapiombi di “minimo” venti metri sul mare (…fare un rally lì è davvero da folli) con parapetti inesistenti, ritornare vicino al mare con vallate che stanno iniziando a fiorire e nell’arco di altri pochi chilometri ritrovarsi nel deserto pietroso.
Nel pomeriggio arrivati a Calvi, nonostante fossimo fuori stagione abbiamo trovato in un camping una sistemazione ottimale in bungalow, dove abbiamo parcheggiato le moto di fronte alla veranda. (un bel lusso!). Inevitabile giro delle mura di Calvi al tramonto, da dove si vedono sempre più vicine le punte innevate che il giorno successivo avremmo affrontato.
La sera è andata via liscia sfruttando appieno il bungalow, e una fresca PETRA ci ha accompagnato in fase “descanso”.
Svuotando una borsa laterale, siamo andati a fare la spesa. E’ davvero un piacere andare a far la spesa a CALVI, le “corse” distraggono molto!!!
30 marzo – Calvi/Porto/Corte/Ajaccio visualizza tappa#2
Lasciato il bungalow “Luna Rossa”, facendo una pulizia finale che un giorno vi racconteremo (..!!) , facciamo il pieno a 1,460euro al litro e sotto lo sguardo di alcuni soldati della Legione Straniera lasciamo alle nostre spalle Calvi, non prima di andare a rimirarla dalla Notre Dame De La Serra percorrendo una strada tutta buche costellata di pietroni modellati dal vento e dal mare, che sembravano opere di Dalì.
Raggiunto per pranzo Porto con non poche soste. Impossibile non fermarsi a rimirare dall’alto della strada le baie naturali con fondali cristallini, le spiagge di sabbia nera e scoprire stradine imboscate che ti portano a fatica su questi lidi. Seduti fuori la temperatura era mite, il Sole fortunatamente alto nel Cielo sgombro da nubi è un ottimo compagno per mirare questi paesaggi. Volgendo lo sguardo fuori dal piatto, con uno gustossisssssimo cinghiale si vedeva il porticciolo, le palme e subito dietro ergersi montagne prima verdeggianti e nello sfondo rocciose, irte e di contrasto con il paesaggio marino.
L’ho già detto che la Corsica è fenomenale e con una varietà di ambienti? Forse si!
E a darmi ragione di questo, in questa trasferta giornaliera, abbiamo passato strade con un asfalto tutte buche facendoci provare le sospensioni che hanno assorbito ogni difformità del suolo senza nessun problema, alternando senza alcun preavviso, ma come sempre dietro una curva e con un’altra vallata, un asfalto francese che inevitabilmente ha fatto tuonare il 1203cc sui 6000/7000giri. Tenuta perfetta e certe pieghe con uscite di curva in mono … che goduria!
Mancava solo più la neve. Infatti con la solita varietà di paesaggi, l’asfalto sotto le nostre ruote si faceva nuovamente dissestato, avevamo da poco abbandonato il mare e già si stagliavano attorno vallate rocciose, dietro le curve greggi di capre, maiali, mucche liberi e beati, che ti guardavano passare totalmente abituati. Mantenevano perfino la destra. Passata la vallata rocciosa, il cielo è ora nascosto da alberi ad alto fusto, poi pinete e infine neve (e neanche poca!!) e tutto nell’arco di massimo una quarantina di km.
Nel tardo pomeriggio, dopo aver rincontrato per altre due volte vallate verdi, un’altra rocciosa, un’altra volta ancora un valico con la neve, infine fu di nuovo mare.
Questa volta hotel, moto parcheggiate in garage e cena in ristorante ad Ajaccio.
Il giorno della benedizione.
31 marzo – Ajaccio/Bonifacio/Figha visualizza tappa#3
Il mattino dopo una visita alla Grotta di Napoleone e un suo monumento, essendo Ajaccio città natale di Napoleone, costeggiando il mare tra vallate in fiore abbiamo raggiunto tra profumi di campi in fiori e spiagge con acqua cristallina, che ci ha visti anche fare una tappa “semi-bagno”, abbiamo raggiunto Bonifacio. Bellissima, irta con le sue mura a picco sul mare. La visita però è cadenzata da nuvoloni che nel pomeriggio si sono addensati sopra le nostre teste e noi inevitabilmente ci siamo finiti sotto. E benedizione fu.
Devo dire che le tute antipioggia sono davvero utili, valide e a prova di secchiate. Colti dal diluvio, non abbiamo potuto visitare Porto Vecchio e ci siamo diretti alla ricerca di un posto dove passare la notte. Il bello di viaggiare fuori stagione è che la gente locale non è stressata, ti tratta bene e viaggi meglio… ma molti sono chiusi. Trovato un bungalow a Figha, solo di nome … perché tracce dell’omonima proprio niente, anzi con la pioggia fuori e un condizionatore che non riusciva a togliere l’umidità della camera, abbiamo passato la notte vestiti nelle nostre “superPippo” avvolti tra le coperte. Anche questa è avventura, no?
In questa occasione le moto le abbiamo addirittura parcheggiate sotto la tettoietta davanti l’uscio del bungalow, impietositi da tutta l’acqua che scendeva.
Andammo a dormire attendendo il passaggio della perturbazione, guardando i meteo francesi in tv.
01 aprile – Figha/PortoVecchio/Bastia visualizza tappa#4
La mattina non ho resistito. I nuvoloni ancora nel cielo stavano lasciando spazio ad un’alba rossissima. Vestito nella mia “SuperPippo” e armato della mia camera sono andato subito a fare un paio di scatti. Una colazione a Porto Vecchio ci aspettava, dato che il vento stava facendo riapparire quel Cielo tanto azzurro da rendere la linea dell’orizzonte con il mare sempre più labile. L’aria sospinta da un vento fresco ha accompagnato la nostra colazione a Porto Vecchio, di fronte al porto.
La strada ormai è dritta, il paesaggio più costante. Da Porto Vecchio siamo risaliti fino a Bastia tutta costa, con solo una piccola divagazione su per una collinetta, ma eravamo proprio soddisfatti. Mentre si viaggiava con il motore che rombava sornione sui 4000giri, senza strappi e fluido, un cartello che segnalava ristoranti tipici sul mare ci ha rapito e senza capire bene nomi ed ingredienti, abbiamo brindato con un ottimo pasto tipico corso.
Raggiunta Bastia, senza esitazione e memore della nottata precedente, ci siamo fermati ad un altro BestWestern. Scaricati i bagagli e alleggeriti abbiamo passato il pomeriggio tra posti di blocco della Gendarmerie (decisamente più simpatici della nostra polizia e simili …), fatto un po’ di shopping e terminato con il calare del Sole in una spiaggia. Nessuno di noi ha avuto il coraggio di fare il bagno, sostituendolo con una doccia calda in hotel.
La sera usciamo a piedi a cena. Per poi perderci sempre a piedi nelle strade di Bastia “by night”; almeno abbia smaltito la super cena che ci siamo fatti come finale.
La notte ormai fonda, e l’insegna dell’hotel che s’intravedeva sopra la salita del vialone che portava al porto, ci ha visti arrivare dritti a letto ..stanchi ma soddisfatti.
02 aprile – Bastia/Savona/Bikokka
Il vialone in salita, si è al mattino congestionato di traffico e questa volta è in discesa e noi siamo sulle nostre Buell, cariche di tutto punto.
Si ritorna e la nostra nave è lì che ci aspetta. Il ritorno è stato “bonaccio”, nel senso che una bonaccia ha reso il mare una tavola blu, il Sole ha permesso un’oretta di svacco sul ponte e dopo il pranzo, ci siamo abbandonati ad una pennica nei luoghi comuni. Dalle vetrate quando aprivo di tanto in tanto un occhio il paesaggio era sempre uguale. Mare piatto.
Le ultime ore di navigazione le abbiamo passate tra gare di rally (erano anni e anni che non mi cimentavo nei videogiochi, abbiamo giocato per almeno un’oretta .. credo che per i prossimi 6/7 anni sarò a posto!!!) ed infine atteso l’attracco al porto di Savona con un bel caffè fumante ed un ovetto kinder (..uffa, non ci sono più le costruzioni di una volta :( ..)
La nave semivuota, sono più quelli dell’equipaggio che passeggeri, ha permesso uno sbarco rapido ed indolore, ritrovandoci “in tempo zero” a velocità sostenuta sull’autostrada verso la bikokka …e verso i soliti moschini che pur facendo tappe per darsi una pulita alla visiera, sembrava che avessimo fatto un “moski-genocidio”.


Corsica voto:10!

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