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Arriva con un comunicato un po’ triste e pieno di emozione il messaggio di Erik Buell a tutti gli appassionati del marchio sportivo americano motorizzato Harley-Davidson. Buell chiude, cesserà la produzione entro il 30 ottobre 2009, e con l’ultima mandata ai cancelli finirà anche una storia lunga 26 anni durante la quale la fabbrica di East Troy, nel Wisconsin, ha prodotto 135.000 motociclette e diffuso un modo di intendere la sportività tecnologica a due ruote tutta a stelle e strisce. La decisione arriva a seguito della rinnovata strategia a lungo termine di Harley-Davidson, proprietaria al 100% della Buell, di concentrare solo sul marchio H-D tutti gli sforzi e le risorse per sostenere la ripresa aziendale. Una rotta che ha determinato al tempo stesso la scelta, a poco più di un anno di distanza dall’acquisto, di vendere l’italiana MV Agusta, da poco riorganizzata e già rimessa sul mercato. “Voglio personalmente ringraziare tutti i dipendenti, i dealers e i fornitori, attuali e passati, per tutti i loro sforzi – ha detto Jon Flickinger, Presidente della Buell Motorcycle Company -. Ci tengo inoltre a ringraziare tutti i possessori Buell per il loro supporto e la passione dimostrata nei confronti di questo brand”. Flickinger ha anche dichiarato che presso le concessionarie ufficiali è ad oggi disponibile un numero limitato di nuove moto Buell e che la loro produzione cesserà entro il 30 ottobre 2009. Ha inoltre puntualizzato che Harley-Davidson continuerà a fornire i pezzi di ricambio e l’assistenza attraverso le sue concessionarie e che la garanzia della casa continuerà ad essere applicata come di consueto. “Sarò sempre fiero dei traguardi che abbiamo raggiunto – ha dichiarato Erik Buell, Buell Chairman and Chief Technical Officer -. E’ la testimonianza di cosa un piccolo gruppo di veri appassionati possa fare. Con alcune eccezionali innovazioni, abbiamo prodotto alcune delle moto più guidabili di tutti i tempi. – Ed ha aggiunto: – Personalmente sto vedendo come potrò continuare a collaborare con Harley-Davidson per portare ai piloti dei prodotti tecnologicamente avanzati.” “Ho avuto la grande fortuna di incontrare e conoscere tanti Buellisti in tutti questi anni: sono un gruppo interessante e divertente di liberi pensatori – ha detto Erik Buell -. Affrontate con orgoglio il vostro viaggio verso il futuro. E possano le strade davanti a Voi essere così avventurose e piene di soddisfazioni come sono state le mie negli ultimi 26 anni”. Oltre alla delusione per la chiusura di una fabbrica capace di sfornare divertenti motociclette dagli schemi motoristici e ciclistici diversi dal solito, il pensiero va anche alle decine di persone che, almeno nell’immediato, resteranno senza occupazione, per non parlare delle ripercussioni, speriamo non eccessive considerati gli esigui numeri produttivi, sui molti fornitori, anche italiani, della factory americana. Una speranza però rimane viva. Il know-how sviluppato in questi anni e la creazione di una “tribù” di Buellisti in tutto il mondo, sono un patrimonio che potrebbe fare gola a qualche lungimirante (e danaroso) investitore …
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BUELL 30 ottobre 2009 termina produzione…
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Val Trompia e Laghi ..e dintorni 22-24 agosto

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Un bel motogiro da quasi 1000km che si può fare in un weekend. Avendo un paio di giorni in piu, si può pensare anche di proseguire la terza tappa raggiungendo il Lago di Garda, e girarlo attorno. Ma servono piu giorni. TAPPA #1 – TORINO – LAGO D’ISEO – ZONE – PASSO CROCEDOMINI – MANIVA – 22 agosto ’09
visualizza tappa#1 Trasferimento. Autostrada mattutina , con tappa seconda colazione e rifornimento all’autogrill. Il trasferimento, sinonimo di noia assoluta e di pensieri globali, termina quando raggiungiamo SARNICO e sulla nostra destra inizia a scorrere un bel Lago d’Iseo. Il paesaggio è d’incanto e le nostre Buell rombano sulle strade, un tempo pista da moto del mitico Agostini (giro del lago in senso antiorario). Giusto una breve sosta per un rapido pensiero vicino a una pianta in riva al lago svizzero (molto ispirata…), per poi ripartire lungo una serie di curve morbide lungo la riva bergamasca del lago che mi riportano indietro di parecchi anni… così passiamo di fianco ai mitici Cantieri Navali Riva, nella galleria di Predore dove una volta la doppia striscia continua non si incontrava a metà galleria, il Villino Ronchelli (n.d.r. Poldo …indimenticata meta delle vacanze estive, costruzione a pianta a croce disegnata alla fine dell’800 da un architetto svizzero, e che nelle notti di temporali estive prendeva vita tra lampi e fulmini in un aspetto spettrale degno dei migliori film ispirati ai romanzi di Stephen King…), e poi via con la strada che piega in curve sempre più strette a pelo della riva del lago, mentre la roccia diventa sempre più ripida. Fino ad arrivare alla punta estrema, a LOVERE, paese natale di Giacomo Agostini, a cui il MotoClub di COSTA VOLPINO dedica una gigantografia di dimensioni spropositate in centro paese… Facciamo a questo punto una breve digressione sulla riva bresciana, per raggiungere ZONE e le sue piramidi. Chissà che pazienza a piantare quei massi in cima a quei pilastri di granito! Riprendiamo la via della Val Canonica, lasciandoci alle spalle BOARIO TERME (la prossima volta un po’ di terme, però…) in direzione di BRENO. L’appetito comincia a farsi sentire, il muffin ai mirtilli dell’Autogrill è stato ormai dimenticato… Capita a fagiolo il cartello all’inizio del paese che indica la trattoria/vineria Ca’ Bianca, che, guarda caso, è proprio sulla strada che porta al passo Crocedomini. Il tavolo sotto il pergolato è perfetto, la vista spettacolare… Come resistere al menu di lavoro al prezzo fisso di 13 euro? Le moto (nella maggior parte con targa straniera) che passano salendo verso la montagna ci richiamano all’ordine e smaltito il quartino di rosso ci rimettiamo in marcia. Saliamo senza fretta, con i motori di Mallory e Bea che ronfano sornioni, ma sempre pronti non appena il polso destro piega un po’ di più. Si sale con una pendenza dolce, ma piano piano sempre più ripida. Il paesaggio intorno è di quelli da ammirare… Ed ecco che sia arriva al tratto sterrato: una decina di chilometri, già oltre i 1600 metri di quota, che portano al passo Crocedomini, e di lì ai 2000 metri dei Tre Dossi, per poi scendere ai 1800 metri del Passo Maniva. Il pezzo che qualche settimana prima mi ero fatto a piedi in 4 ore dura un attimo a cavallo di Bea… Raggiunto l’hotel, incastonato in una vallata verdissima; tutt’attorno vallate di diverse tonalità di verde, a seconda di come lo sguardo variava l’altimetria. TAPPA #2 – MANIVA – PASSO MANIVA – LAGO IDRO – PARCO ADAMELLO BRENTA – PASSO DEL TONALE – LAGO D’ISEO – MANIVA – 23 agosto ’09
visualizza tappa#2 Il ginocchio si era sgonfiato, ma il dolore c’era ed era apparso anche su altre parti del corpo. Dal piazzale degli impianti da sci di Maniva si vede una strada larga quanto un’auto e sterrata che taglia vallate a mezza costa di questi possenti monti della Val Trompia. Percorrendo queste strade incontriamo altri motociclisti, che salutiamo, poche auto per fortuna e molti ciclisti, che rispettiamo. Terminato il giro, tornammo indietro tra i sentieri per godere maggiormente del fresco del bosco, ci aspettava il PASSO DEL TONALE. Scendemmo fino a BRENO , e via a completare il giro del lago, dove il giorno prima avevamo raccordato il nostro viaggio. DARFO, LOVERE, SARNICO, ISEO e abbiamo girato attorno ad un estremo del lago d’Iseo. Ritornammo in Val Trompia passando GARDONE, COLLIO e ripassando davanti al luogo dell’increscioso incidente del giorno precedente. La giornata era stata ottima, avevamo viaggiato quasi tutto il giorno a piedi e in moto, e un tramonto accompagnava il rientro in hotel. Il rombo Buell ci preannunciò in hotel, così che parcheggiammo Mallory e Bea in garage e ci buttammo in doccia. Un po’ dolorante arrivai a cena, ma la stessa fu sufficientemente festosa e con Oana e Roberto, un collega che lavorava li con lei, abbiamo passato una bella serata. Alcune foto pubblicate, sono molto esplicative. TAPPA #3 – MANIVA – BAGOLINO – BRESCIA – TORINO – 24 agosto ’09
visualizza tappa#3 Il lunedì a colazione avevamo già preparato i pochi bagagli, ma la colazione fu molto più soft di quella del giorno prima. Ci aspettava il rientro e quindi pensare di fare autostrada (leggi “trasferimento”) in fase digestiva, poteva essere rischioso. Il traffico del lunedì in parte si sentiva che era più lavorativo, un po’ più frenetico, e più ci avvicinavamo a BRESCIA più si percepiva questa sensazione. Il pomeriggio avrei lavorato anch’io.
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Grimsel Pass 03-06 luglio

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Quando un motogiro regala paesaggi e sensazioni ke fanno battere il “kuore” …beh! Capita anche che non si facciano tante foto, non si facciano video, ma si fanno quasi 1100km (senza antipioggia, dribblando le perturbazioni) e si viva appieno tutto quello ke ci circonda. Persone, Luoghi e Sensazioni coesisteranno in questo motogiro in maniera unika. Quindi nel raccontarvi il roadbook, mi è impossibile trattenere tutte le sensazioni vissute, quindi sarà un roadbook, in parte emotivo. Cerkerò di essere piu “ermetiko” possibile, sapendo la mia capacità ad essere tutto il contrario, ma alcuni sguardi ometterò volutamente di raccontarli. Quelli me li tengo per me!!!!!! TAPPA #1 – TORINO – GORDOLA (Motel Riazzino) – 03 luglio ’09
visualizza tappa#1 visualizza dettaglio tappa#1 Appuntamento alle 13:31 al BurgherKing di Pianezza con pranzetto “leggero” (double XXL Burgher menu, era la consumazione più leggera al nostro tavolo) e poi partenza, con pezzo di trasferimento. Autostrada fino ad ARONA. Mai patito così tanto il caldo, durante la tappa di rifornimento dovevamo rifornirci anche noi di RedBull e AcquaTonika, che l’hanno fatta da padrona. Ma ke kaldo!!! TAPPA #2 – GORDOLA – GELTERFINGEN (Hotel Linde) – 04 luglio ’09
visualizza tappa#2 visualizza dettaglio tappa#2 Il mattino, dopo una sostanziosa colazione, ripartimmo e scrutando il Cielo che era dalla nostra (neanke una nuvola) ci dirigemmo con il rumore sornione delle nostre Buell, verso BELLINZONA, CLARO, OSOGNA, BIASCA, e così via fino ad arrivare al PASSO DEL GOTTARDO, curva e controcurva inizia la salita. Il cartello FURKAPASS e il Cielo sereno fanno da cornice al GRIMSELPASS che si vede in lontananza nella Valle. Che spettacolo. TAPPA #3 – GELTERFINGEN – LOSANNA (Hostello della gioventù) – 05 luglio ’09
visualizza tappa#3 La serata finì prestissimo a letto ‘mbriaki. La mattina la colazione fu più francese (io, Poldo non demordeva!) benché ci fosse un piatto di affettati. Il Cielo era sgombro dalle nubi, il Sole si alzava nel Cielo, e noi stavamo rimontando i bagagli per partire alla volta della Svizzera Francese. Più precisamente a Losanna. TAPPA #4 – LOSANNA – TORINO – 06 luglio ’09
visualizza tappa#4 visualizza dettaglio tappa#4 Ultima partenza mattutina, era il giorno del rientro. Eravamo contenti e assonnati, e ci aspettava il rientro in territorio italiano, passando dal passo COLLE DEL SAN BERNARDO. Su una foto commemorativa in cima al passo, c’è la rappresentazione storica di soldati napoleonici ritratti in quei luoghi, con la neve. Pensai subito al freddo patito da quei poveri soldati, poi pensai a la “neve”, che ancora ora copre qualche cucuzzolo!!! …”Il 6 generato dalla Terra è il numero perfetto dell’acqua, per questo quando la neve si condensa in fiori di cristallo, questi presentano sempre 6 punte.” …” ogni fiocco è diverso l’uno dall’altro” (n.d.r. tratto da “Turista della neve” di Charlie English.) Le strade incontrate in tutti i passi erano ben asfaltate e alcune di nuovo, pur essendo passi di alta montagna. I tombini erano a norma, con una copertura con grip. I semafori avevano i sensori. Un ordine controllato. Dopo giri del genere, si ritorna alla quotidianità meglio. Pura Vida
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Weekend Vagabondo & Brutale
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Venerdi 01 Maggio ‘09 Sabato 02 Maggio ‘09***visualizza mappa*** Domenica 03 Maggio ‘09 … un gran bel weekend VAGABONDO & BRUTALE!!! |
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Pubblicato in BUELL Col du France, BUELL _ Liguria, Motogiri di 1 giorno
Finalmente ELBA
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***IL VIDEO E’ IN PRODUZIONE*** WORKING iN PROGRESS AL MOMENTO SOLO POST E FOTO!!! In questo viaggio dopo innumerevoli “false partenze”, dato che era dai primi di Aprile che avevamo pronosticato la partenza, finalmente terminate le ultime perturbazioni che immancabilmente arrivavano il giovedì sera sull’Italia, il 22 aprile si partì. Mercoledì 22 aprile ‘09 Giovedì 23 aprile ’09 Venerdì 24 aprile ’09 Sabato 25 aprile ’09 Domenica 26 aprile ’09 p.s.: durante il viaggio di ritorno era come quando vado a nuotare in piscina, isolato da tutto e da tutti, solo con i miei pensieri …bella sensazione!
..applauso per i Fl@AsseS!!! |
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Pubblicato in BUELL_Holiday, Buell_Isola Elba
BUON NATALE E FELICE 2009 !!!

BUONE FESTE DAI “FL@ASSES” … con l’augurio di un 2009 stracolmo di km … tanto Sole in faccia e magari qualche moscerino in meno !!!!
BUENA VIDA siempre
22dec’08
…Ieri contro ogni aspettativa GRAN GIORNATA per la chiusura dell’anno ‘08 in moto, in quel di “Lago di Viverone”. Vedere le foto nella sezione “ALBUM FOTOGRAFICO”.
Abbiam “agguantato” le ore di Sole, e ci abbiam ricavato quei 200km circa di fine anno … regalandoci ancora una volta paesaggi che “MANDANO A STAR BENE”
… ci rivediam nel 2009 !!!
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COME COSTRUIRE LA VOSTRA BUELL …
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Se riuscite a mettere in moviola il video e avete sufficiente spazio nel Vs. garage potete anche provarci …
… però forse è meglio andare da un concessionario ?!? |
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VERDON & COTE D’AZUR
*** il post è in costruzione, stiamo elaborando testi, mappe e video … pubblikeremo quanto prima.
Al momento nella SEZIONE FOTO sono state caricate le foto ***
…… a presto !!!!!
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LIGURIA ‘08 …a caccia di streghe a TRIORA!!!

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E’ presto fatto … un paio di chiamate la sera, una veloce ricerca di alcuni luoghi ancora non visti (e se ce ne sono!!!) e il mattino di buon ora, eccoci al solito appuntamento. sabato 10 maggio Già l’arrivo all’imbocco della galleria ci ha fatto scaldare le gomme con un paio di curvette dove il nostro motore rispondeva a meraviglia; il misto in montagna, che passione! Quindi dicevo… abbandonando la SS20 e percorrendo questa strada che definire secondaria è già molto, si arriva con pochi tornanti in quota sulle colline della Valle Roja. Vallate verdissime alle spalle di Imperia con un paesaggio da mozzafiato. Le strade percorribili tranquillamente e le curve non mancano. Da lì ad arrivare a TRIORA ci vogliono circa un 70km da percorrere in armonia con luoghi totalmente fuori dal caos, persi in vallate verdissime; si scollina due/tre colli prima di arrivare a TRIORA, rimanendo sulla sua quota di 780mt …e a volte andando anche oltre! Che spettacolo di posti. Sul vostro roadbook segnate che da CAMPOROSSO bisogna prendere per DOLCEACQUA, ISOLABONA (dove c’è il bivio per APRICALE, strada alternativa per la prox volta!), PIGNA, e MOLINI DI TRIORA passando per il COLLE DI LONGAN. Arrivati nel primo pomeriggio a TRIORA ci siamo immersi in questi vicoli, carichi di storia e di vicende di stregoneria vissute (..abbiamo anche incrociato due streghe moderne!!! La foto non è venuta) ..un paio di ore sono poche per godere della storia e del fascino di TRIORA, conviene fermarsi una notte lì (..e non mancherò di farlo quanto prima, con tappa al Bed&Breakfast di cui troverete info e numeri per prenotare nella sezione “album fotografico”) Un rapido cenno storico: Sta per concludersi l’estate del 1587. Il raccolto è scarsissimo: fame e carestia stringono Triora, borgo in provincia di Imperia, nella morsa della disperazione. Influssi malefici si sono abbattuti sul paese e la loro origine è la Cabotina, un fatiscente casolare, che oggi rappresenta una località isolata e silenziosa, ma dove in quell’anno un gruppo di donne ambigue e pericolose è solito riunirsi per consumare i propri sortilegi. La popolazione si ribella. Il Consiglio degli Anziani è costretto ad intervenire con processi ed interrogatori (torture, confessioni estorte) che si protraggono fino all’anno successivo, segnando definitivamente Triora come il regno delle streghe. visualizza tappa in ritorno Gran bel giro! Non mi aspettavo di trovare una TRIORA così affascinante e così immersa/persa in un territorio così naturalistico, dato che come riferimento nella zona avevo BUSSANA VECCHIA altrettanto borgo molto caratteristico, ma più turisticamente raggiungibile. Triora voto: 10 (..da tornarci per una notte!)
Motogiro di circa 430km, meglio se fatto in due giorni. |
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CORSICA ‘08
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La Corsica và girata … e và girata con le 2ruote per poterne assaporare i profumi, per gustarsi i paesaggi che sembrano nascondersi dietro ogni curva e balzare davanti agli occhi, lasciandoti senza parole. il montaggio del video è stato diviso in due parti …fino ad Ajaccio parte della Corsica del Nord e da Ajaccio tornando indietro Corsica del Sud!!! 28 marzo – Torino/Savona
Ma non perdiamoci in tante parole, prepariamo un bagaglio rapido con un po’ di mutande e magliette pronte a fare del sano “Night&Day”, una cultura che lascia molto spazio nelle già ampie borse laterali. Lasciamo in giornata la nostra Torino per imbarcarci al porto di Savona su una vuota CorsicaFerries, dove attendiamo pazienti l’imbarco di una decina di auto e altrettanti camion. Nel mentre ripuliamo i nostri caschi dall’ultimo attacco di uno sciame di moschini incontrato (scontrato!) sulle Alpi Marittime. E sì, conviene sempre avere una bottiglietta d’acqua e fazzoletti nell’ampio sotto sella per fare un “pit-stop” di pulizia antispiaccicamento. L’aria è portuale, ma non fredda. Fissate le nostre Buell (n.b.: ricordarsi di portare sempre gomma piuma da mettere sulla sella dove fan passare le corde, per evitare di farsi rovinare le selle – La CorsicaFerries ha buone corde e seguendo il personale nelle pratiche di fissaggio, si può stare tranquilli – si sconsiglia la Tirrenia) …prendiamo posto nella nave. E’ il 28 Aprile: si salpa, il mare è tranquillo, il viaggio piacevole e dopo una cena gustando già la PETRA, birra corsa alle castagne e una buona dose di “cazzeggio”, ci abbandoniamo al sonno. 29 marzo – Bastia/Calvi visualizza tappa#1
Il 29 Marzo son le 6 di mattina quando ci tirano giù dal letto con la sveglia. Alle 6:07 siamo già sul ponte e i nostri polmoni respirano aria fresca di mare e dai nostri occhi ancora assonnati appare Cap Corse. In silenzio ci godiamo l’alba e cerchiamo di scrutare le strade che presto andremo a percorrere. Un paio di scatti con le nostre camere, poi l’aria fresca (noi in infradito e maglietta!!!) ci manda di corsa a fare colazione. In perfetto orario eccoci a BASTIA! L’umore è alto e la voglia di macinare km tanta, quella di farci rapire dal paesaggio ancor di più. Si ingrana la prima e con la potente coppia rauca delle nostre Buell iniziamo ad affrontare il “dito”. Ci infiliamo nelle stradine in quota, ridiscendiamo sulla strada principale, evitiamo che ci chiudano la strada causa rally, ma in tempo arriviamo a Saint-Florent assaporando un piccolo assaggio di un mare cristallino, paesaggi mozzafiato e soprattutto iniziamo ad accorgerci che in Corsica il paesaggio tende a cambiare dietro ogni curva. Due chiacchiere con degli “Harleysti” durante un rifornimento di benzina; le nostre Buell non sono molto conosciute e tutti le guardano con occhi incuriositi e molta ammirazione. Noi non risparmiamo dati tecnici e qualità delle nostre Ulysses. Costeggiato il mare, saliti su colline verdi per ritrovarsi a percorrere strapiombi di “minimo” venti metri sul mare (…fare un rally lì è davvero da folli) con parapetti inesistenti, ritornare vicino al mare con vallate che stanno iniziando a fiorire e nell’arco di altri pochi chilometri ritrovarsi nel deserto pietroso. Nel pomeriggio arrivati a Calvi, nonostante fossimo fuori stagione abbiamo trovato in un camping una sistemazione ottimale in bungalow, dove abbiamo parcheggiato le moto di fronte alla veranda. (un bel lusso!). Inevitabile giro delle mura di Calvi al tramonto, da dove si vedono sempre più vicine le punte innevate che il giorno successivo avremmo affrontato. La sera è andata via liscia sfruttando appieno il bungalow, e una fresca PETRA ci ha accompagnato in fase “descanso”. Svuotando una borsa laterale, siamo andati a fare la spesa. E’ davvero un piacere andare a far la spesa a CALVI, le “corse” distraggono molto!!! 30 marzo – Calvi/Porto/Corte/Ajaccio visualizza tappa#2
Lasciato il bungalow “Luna Rossa”, facendo una pulizia finale che un giorno vi racconteremo (..!!) , facciamo il pieno a 1,460euro al litro e sotto lo sguardo di alcuni soldati della Legione Straniera lasciamo alle nostre spalle Calvi, non prima di andare a rimirarla dalla Notre Dame De La Serra percorrendo una strada tutta buche costellata di pietroni modellati dal vento e dal mare, che sembravano opere di Dalì. Raggiunto per pranzo Porto con non poche soste. Impossibile non fermarsi a rimirare dall’alto della strada le baie naturali con fondali cristallini, le spiagge di sabbia nera e scoprire stradine imboscate che ti portano a fatica su questi lidi. Seduti fuori la temperatura era mite, il Sole fortunatamente alto nel Cielo sgombro da nubi è un ottimo compagno per mirare questi paesaggi. Volgendo lo sguardo fuori dal piatto, con uno gustossisssssimo cinghiale si vedeva il porticciolo, le palme e subito dietro ergersi montagne prima verdeggianti e nello sfondo rocciose, irte e di contrasto con il paesaggio marino. L’ho già detto che la Corsica è fenomenale e con una varietà di ambienti? Forse si! E a darmi ragione di questo, in questa trasferta giornaliera, abbiamo passato strade con un asfalto tutte buche facendoci provare le sospensioni che hanno assorbito ogni difformità del suolo senza nessun problema, alternando senza alcun preavviso, ma come sempre dietro una curva e con un’altra vallata, un asfalto francese che inevitabilmente ha fatto tuonare il 1203cc sui 6000/7000giri. Tenuta perfetta e certe pieghe con uscite di curva in mono … che goduria! Mancava solo più la neve. Infatti con la solita varietà di paesaggi, l’asfalto sotto le nostre ruote si faceva nuovamente dissestato, avevamo da poco abbandonato il mare e già si stagliavano attorno vallate rocciose, dietro le curve greggi di capre, maiali, mucche liberi e beati, che ti guardavano passare totalmente abituati. Mantenevano perfino la destra. Passata la vallata rocciosa, il cielo è ora nascosto da alberi ad alto fusto, poi pinete e infine neve (e neanche poca!!) e tutto nell’arco di massimo una quarantina di km. Nel tardo pomeriggio, dopo aver rincontrato per altre due volte vallate verdi, un’altra rocciosa, un’altra volta ancora un valico con la neve, infine fu di nuovo mare. Questa volta hotel, moto parcheggiate in garage e cena in ristorante ad Ajaccio. Il giorno della benedizione.
31 marzo – Ajaccio/Bonifacio/Figha visualizza tappa#3 Il mattino dopo una visita alla Grotta di Napoleone e un suo monumento, essendo Ajaccio città natale di Napoleone, costeggiando il mare tra vallate in fiore abbiamo raggiunto tra profumi di campi in fiori e spiagge con acqua cristallina, che ci ha visti anche fare una tappa “semi-bagno”, abbiamo raggiunto Bonifacio. Bellissima, irta con le sue mura a picco sul mare. La visita però è cadenzata da nuvoloni che nel pomeriggio si sono addensati sopra le nostre teste e noi inevitabilmente ci siamo finiti sotto. E benedizione fu. Devo dire che le tute antipioggia sono davvero utili, valide e a prova di secchiate. Colti dal diluvio, non abbiamo potuto visitare Porto Vecchio e ci siamo diretti alla ricerca di un posto dove passare la notte. Il bello di viaggiare fuori stagione è che la gente locale non è stressata, ti tratta bene e viaggi meglio… ma molti sono chiusi. Trovato un bungalow a Figha, solo di nome … perché tracce dell’omonima proprio niente, anzi con la pioggia fuori e un condizionatore che non riusciva a togliere l’umidità della camera, abbiamo passato la notte vestiti nelle nostre “superPippo” avvolti tra le coperte. Anche questa è avventura, no? In questa occasione le moto le abbiamo addirittura parcheggiate sotto la tettoietta davanti l’uscio del bungalow, impietositi da tutta l’acqua che scendeva. Andammo a dormire attendendo il passaggio della perturbazione, guardando i meteo francesi in tv. 01 aprile – Figha/PortoVecchio/Bastia visualizza tappa#4
La mattina non ho resistito. I nuvoloni ancora nel cielo stavano lasciando spazio ad un’alba rossissima. Vestito nella mia “SuperPippo” e armato della mia camera sono andato subito a fare un paio di scatti. Una colazione a Porto Vecchio ci aspettava, dato che il vento stava facendo riapparire quel Cielo tanto azzurro da rendere la linea dell’orizzonte con il mare sempre più labile. L’aria sospinta da un vento fresco ha accompagnato la nostra colazione a Porto Vecchio, di fronte al porto. La strada ormai è dritta, il paesaggio più costante. Da Porto Vecchio siamo risaliti fino a Bastia tutta costa, con solo una piccola divagazione su per una collinetta, ma eravamo proprio soddisfatti. Mentre si viaggiava con il motore che rombava sornione sui 4000giri, senza strappi e fluido, un cartello che segnalava ristoranti tipici sul mare ci ha rapito e senza capire bene nomi ed ingredienti, abbiamo brindato con un ottimo pasto tipico corso. Raggiunta Bastia, senza esitazione e memore della nottata precedente, ci siamo fermati ad un altro BestWestern. Scaricati i bagagli e alleggeriti abbiamo passato il pomeriggio tra posti di blocco della Gendarmerie (decisamente più simpatici della nostra polizia e simili …), fatto un po’ di shopping e terminato con il calare del Sole in una spiaggia. Nessuno di noi ha avuto il coraggio di fare il bagno, sostituendolo con una doccia calda in hotel. La sera usciamo a piedi a cena. Per poi perderci sempre a piedi nelle strade di Bastia “by night”; almeno abbia smaltito la super cena che ci siamo fatti come finale. La notte ormai fonda, e l’insegna dell’hotel che s’intravedeva sopra la salita del vialone che portava al porto, ci ha visti arrivare dritti a letto ..stanchi ma soddisfatti. 02 aprile – Bastia/Savona/Bikokka
Il vialone in salita, si è al mattino congestionato di traffico e questa volta è in discesa e noi siamo sulle nostre Buell, cariche di tutto punto. Si ritorna e la nostra nave è lì che ci aspetta. Il ritorno è stato “bonaccio”, nel senso che una bonaccia ha reso il mare una tavola blu, il Sole ha permesso un’oretta di svacco sul ponte e dopo il pranzo, ci siamo abbandonati ad una pennica nei luoghi comuni. Dalle vetrate quando aprivo di tanto in tanto un occhio il paesaggio era sempre uguale. Mare piatto. Le ultime ore di navigazione le abbiamo passate tra gare di rally (erano anni e anni che non mi cimentavo nei videogiochi, abbiamo giocato per almeno un’oretta .. credo che per i prossimi 6/7 anni sarò a posto!!!) ed infine atteso l’attracco al porto di Savona con un bel caffè fumante ed un ovetto kinder (..uffa, non ci sono più le costruzioni di una volta La nave semivuota, sono più quelli dell’equipaggio che passeggeri, ha permesso uno sbarco rapido ed indolore, ritrovandoci “in tempo zero” a velocità sostenuta sull’autostrada verso la bikokka …e verso i soliti moschini che pur facendo tappe per darsi una pulita alla visiera, sembrava che avessimo fatto un “moski-genocidio”.
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